Body&Garment

BODY&GARMENT: la moda nel cinema sperimentale degli anni sessanta

Sabato 24 settembre – h. 17:30 – Sala 100 Anteo spazioCinema
Domenica 25 settembre – h. 12:00 – Sala 200 Anteo spazioCinema

A cura di Archivio Nazionale Cinema d’Impresa e Cineteca Nazionale – Centro Sperimentale di Cinematografia

In collaborazione con Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, Promovideo – Andrea Piccardo, Maurizio Corraini SRL, Ugo Nespolo, Archivio Franco Angeli; Archivio Mario Schifano.

Il cinema sperimentale italiano nasce nella seconda metà degli anni ’60 per mano di un gruppo di giovani cineasti che, influenzati dal New American Cinema, si muovono contro il sistema produttivo degli spettacoli di mercato, con l’obiettivo di reinventare un cinema che sia finalmente vera espressione dei propri sogni e desideri. Per farlo arrivano a sovvertire la tecnica stessa del mezzo filmico, realizzando cortometraggi senza la macchina da presa o espandendo l’immagine al di fuori dello schermo, come accade nelle opere di Tonino De Bernardi.

CINETECA

Il cinema diventa così un prolungamento della soggettività dei cineasti, che finiscono per filmare i loro “diari privati” e che portano sullo schermo i fantasmi del proprio inconscio.

Questo movimento prende piede dal cinema per muovere poi verso la poesia, le performance, la musica e la figurazione: tra gli aderenti al movimento si possono annoverare Mario Schifano, che attraverso il cinema riesce a trasformare l’atelier di un fotografo di moda newyorkese in una scena pop (Reflex, 1964); Marcello Piccardo e Bruno Munari, il cui cinema è strumento per una più vasta ricerca sull’uomo e sull’ampio spettro delle sue capacità espressive e Ugo Nespolo, che usa il cinema per i suoi atti new dada.

BODY&GARMENT, raccolta elaborata in occasione delle terza edizione del Fashion Film Festival Milano, apre una finestra sulla moda, in un dialogo tra la vestizione e il corpo nudo, tra la donna come soggetto espressivo e la sua carica oggettuale.

FFFMilano la propone all’interno della sua programmazione per raccontare dello stretto legame tra questo cinema sperimentale e la realtà a noi contemporanea dei fashion film.

Da padri della nostra comunicazione, Schifano, Nespolo, Munari e gli altri hanno messo su schermo la moda del loro tempo in dialogo con un cinema di ricerca, lasciando chiare orme su cui oggi i nuovi registi, molti dei quali in concorso al festival, stanno camminando.

Programma

REFLEX, di Mario Schifano (1964, 8’). Girato da Schifano nello studio newyorchese del famoso fotografo di moda Bob Richardson. Il film anticipa in maniera suggestiva il capolavoro di Antonioni Blow-Up, uscito in sala un paio di anni dopo.

ANNA di Mario Schifano (1967, 12’)

FOTOGRAFO di Mario Schifano (1967, 3’)

LE GOTE IN FIAMME, di Ugo Nespolo (1967, 2′). «In questo film feci il primo tentativo di quello che io chiamo poesia-magica; ne è venuto un ghiotto cotillon per occhi raffinati, fatto di colori non reali e movimento fortemente distorto. La storia poi non è altro che il misterioso apparire di una fanciulla tra il verde di un bosco; essa avanza roteando un bianco ombrellino e poi inizia a mutare senza sosta il suo abbigliamento (più di 100 abiti), concedendo alla vista poco più che uno sfrenato carosello di colori e di movimenti» (U. Nespolo)

PIÙ di Cintoli Claudio (1964, 10′)

SULLE SCALE MOBILI (LA RINASCENTE)  di Bruno Munari e Marcello Piccardo (1964, 13′). Film di ricerca sul comportamento del pubblico di un grande magazzino trasportato sulle scale mobili.  La ripresa è a cinepresa fissa e nascosta al pubblico, con l’illuminazione normale.  Il movimento uniforme e continuo delle scale favorisce una liberazione espressiva del pubblico trasportato e una osservazione più attenta da parte dello spettatore.

MODELLING, di Vittorio Armentano (1966, 16’). La bellezza di una modella prende lentamente forma davanti alla macchina da presa, ulteriore riflesso del narcisismo, già evocato in un curioso gioco di specchi e sottolineato dal rapporto musica-movimento.

[ATTUALITÀ], di Franco Angeli (1967, 16′)

LA SOLITUDINE FEMMINILE di Giosetta Fioroni (1967, 7’)