Jonas Mekas

FASHION FILM FESTIVAL MILANO

presents

THE INTERNET SAGA. JONAS MEKAS

Testo di Francesco Urbano Ragazzi

Per entrare in questa storia non serve che siate a Venezia e che varchiate la soglia di Palazzo Foscari Contarini. Potete collegarvi da dove volete e cercare ciò che più vi interessa. Siamo qui e altrove, continuamente. Questo non è un normale padiglione della Biennale e non è un evento. Siamo all’inizio di una grande narrazione che si svolge nel tempo reale di Internet. Non più il tempo della navigazione, ma quello dell’immersione. Dove online e offline non sono più separati. The Internet Saga si infiltra tra gli schermi, le finestre e la corte dell’unico ristorante Burger King di Venezia, come un secondo livello della realtà. Un fascio di luce attraversa le sale del palazzo cinquecentesco adibito a fast food. Autonomie in simultanea: la storia di Venezia, l’abisso di internet, il tempo di un panino. E siamo già da un’altra parte. Alla fine del Canal Grande, nel buio della proiezione del nuovo Spazio Ridotto, dove le immagini di una vita scorrono alla velocità del cinema. Senza fermarsi.

Capostipite di questo racconto è Jonas Mekas (Biržai, 24 December 1922). A lui, che ha attraversato la storia dell’immagine in movimento offline e online, ci rivolgiamo per rintracciare l’origine del nuovo tempo che stiamo vivendo.

Artista e poeta lituano trasferitosi a New York alla fine del 1949, Mekas ha un ruolo fondamentale nello sviluppo del cinema indipendente. Dalle pagine di The Village Voice e di Film Culture – rivista fondata assieme al fratello Adolfas – racconterà l’emergere di una scena eterogenea, unita dall’opposizione alle dinamiche hollywoodiane. Attraverso la Film-Makers’ Cooperative (1962) e gli Anthology Film Archives (1970) contribuirà a reinventare i meccanismi della distribuzione cinematografica, riunendo cineasti come Jack Smith, Stan Vanderbeek, Stan Brakhage, Barbara Rubin e John Cassavetes sotto il nome di New American Cinema. Nel manifesto del gruppo, scritto dallo stesso Mekas, si legge: «preferiamo film grezzi, non rifiniti, ma vivi; non vogliamo film rosa pallido: vogliamo che abbiano il colore del sangue.»
L’opera di Jonas Mekas è stata esposta nei più importanti musei del mondo tra cui Centre George Pompidou, the Serpentine Galleries, Hermitage e MoMA PS1. Nel 2002 l’artista ha preso parte a Documenta XI e nel 2003 alla Biennale di Venezia. Sempre alla Biennale di Venezia, nel 2005, è stato chiamato a rappresentare il padiglione nazionale della Lituania. Jonas Mekas è un eterno sperimentatore. Ed è proprio tra la vita di tutti i giorni e l’eternità che il suo lavoro trova la propria dimensione. Tra il flusso della vita e il suo montaggio, timeline e lifetime. L’approdo a internet è stato quindi naturale e già dal 2006 il sito www.jonasmekasfilms.com si presenta come un grande diario multimediale dove la vita si fa quotidianamente immagine. Internet, performance e vita si incrociano. The Internet Saga è dedicata alla poesia di questo incontro. A Jonas Mekas.

Il documentario del suo recente viaggio a Venezia è stato prodotto dal Fashion Film Festival Milano.

Jonas Mekas @ Burger King (3)
JONAS MEKAS @ Burger King - Venice_ph_giulio_favotto-otium (4)
SLEEPLESS NIGHT @ Spazio Ridotto